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SETTEMBRE 2009 (10/7/2009)
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Spazio Antagonista NEWROZ



Ammettendo che ci sia qualcuno che non lo conosce, che cos'è, in due parole, il Newroz ?

- Dirlo in due parole non e' semplicissimo. Fra pochissimi giorni ormai saranno passati dieci anni da quando il Newroz e' stato occupato. Il Newroz nasce da persone che sono cresciute attraverso l'esperienza del Macchia Nera, e che dopo il tramonto di questa esperienza hanno sentito l'esigenza di fondare un progetto nuovo che prendesse spunto da quello ma traesse anche spunto da quelle che sono state le "mancanze", diciamo cosi', del Macchia Nera. Quindi e' nato un posto che già dalla dimensione si prefigura come qualcosa di molto diverso, nel senso che e' un posto tutto sommato abbastanza ristretto che nasce, sostanzialmente, come centro di elaborazione politica e centro di elaborazione di iniziativa antagonista rispetto al territorio Pisano.


Quindi praticamente il Newroz si pone dal punto di vista politico come nuovo centro dove poter avviare, dopo il Macchia Nera, anche se non proprio in collegamento con esso, una nuova esperienza. In questo progetto politico che nasce dieci anni fa e arriva fino ad oggi, come si e' integrata la progettualita' culturale?
- Su questo premetto che, avendo 26 anni, ero molto giovane nel momento in cui il Newroz è stato occupato, perciò non so se sono in grado di rispondere correttamente a questa domanda. Per quella che e' la mia esperienza posso dire che in qualche modo la progettualità culturale si e' sempre sviluppata non proprio su due canali paralleli, ma diciamo in due forme distinte: c'e' sempre stata da un lato una programmazione di base - tutta una serie di iniziative bene o male auto organizzate nella maniera piu' varia da singoli, da realta di citta' vicine, da realta' analoghe provenienti dall'esterno; dall’altro, parallelamente, nell'arco di questi dieci anni ho visto, periodicamente, nascere collettivi espressamente votati alla programmazione culturale all'interno di questo spazio. C'e' stato il collettivo della BPM, che credo sia stato il primo ad occuparsi della programmazione culturale con un occhio particolare, se non ricordo male, alla scena Punk.

- In quel periodo e' nato anche EPILETTRIC, che si dedicava soprattutto alla programmazione culturale attraverso installazioni e performance elettroniche.

C'e' stata poi un'altra, lunga, esperienza, quella di cui sono stato uno tra i fondatori, che e' stata la Disastro Sonoro Autoproduzioni": un progetto di vere e proprie autoproduzioni con una circuitazione di persone non tutte strettamente attinenti al Newroz. Tante persone hanno iniziato a collaborare con il Newroz proprio attraverso questo progetto di autoproduzioni, che si sviluppava da un lato attraverso l'organizzazione dell'aspetto ludico/culturale del Newroz, dall'altro di progetti paralleli di piu' ampio raggio, come concerti in luoghi simili nel resto d'Italia o anche all'estero attraverso circuiti dedicati. Il progetto si occupava anche dell’autoproduzione di CD: sono stati un i CD prodotti attraverso la Disastro Sonoro Autoproduzioni. Uno in particolare è stato addirittura registrato all'interno dello Spazio Socio Abitativo S. Lorenzo, con il quale la Disastro Sonoro ha avuto una stretta collaborazione. Diciamo che in qualche modo per tutta la durata dell’esperienza di San Lorenzo la DSA era divisa tra i due spazi.

-Si cercava di sviluppare anche una critica al copyright. Abbiamo avviato un discorso su quello che era il copyleft che diversi anni fa non era molto conosciuto e che poi si e' esteso ed e' stato largamente utilizzato.

-Diciamo che con "Disastro sonoro autoproduzioni" all'aspetto piu' strettamente pratico legato all’organizzazione di serate, feste e iniziative culturali, si e' affiancata anche una vera e propria elaborazione teorica che ha portato alla produzione di documenti sul copyright, a iniziative contro la SIAE.

Inizialmente la Disastro Sonoro era legata principalmente alla scena punk, ma in seguito, attraverso l'apporto di una serie di persone inizialmente non facenti parte di questo collettivo, e' nato una sorta di gemello, che era "APE" ("Auto Produzioni Eterofone"), un progetto parallelo che si e' configurato come una costola della "Disastro Sonoro Autoproduzioni", piu' strettamente  orientato alla musica elettronica e alla musica sperimentale e d'avanguardia.

In seguito si sono sviluppati altri progetti differenti in cui si sono avvicendate diverse persone. Qualcuno ha fatto anche da mezzo di continuità  fra un progetto e l'altro: ci sono persone che hanno iniziato con Epilectric, hanno attraversato BPM, Disastro Sonoro Autoproduzioni e successivamente hanno dato vita, sempre a partire da questo collettivo, all’ NPH (Nucleo Pisano HardCore) che ha portato ad un ritorno alla scena Punk anche se poi il gruppo NPH si e' configurato come realta autonoma, esterna al Newroz.

-Poi c'e' stato il granducato HardCore, che e' nato al Macchia Nera piu' o meno negli anni 80, anch’esso in continuità con quello che facciamo oggi.

 

E questo e' stato piu' o meno il passato della scena culturale del Newroz. Ora che siamo ai giorni d'oggi, che tipo di programmazione avete o c'e' nei circuiti intorno al Newroz?

- Ora come ora la programmazione ludico/culturale del Newroz non ha piu' un progetto autonomo che si occupi esclusivamente di quello, ma ci sono tutta una serie di persone strettamente partecipi anche agli altri percorsi che si sviluppano all'interno del Newroz, che si occupano anche di programmazione culturale. Probabilmente oggi una cosa piu' attiva rispetto al passato e' la stretta collaborazione con altre realtà cittadine, come la "MaybeItPossible" che ha ormai un appuntamento fisso al Newroz. Ci sono insomma appunto gruppi che circuitano e trovano qui uno spazio fisico per suonare.

 

Oggi come oggi c'e' anche una bella storia dietro al Newroz, vari collettivi, varie attivita'. Parliamo piu' strettamente di cosa significa fare cultura a Pisa, e di quali sono secondo voi le principali difficolta' nel portare avanti un progetto culturale in un posto come il Newroz che sappiamo, ha gia' i suoi problemi politici.

- Gli spazi: sicuramente la difficolta' più grande è quella di ottenere spazi dove poter creare iniziative diverse. Questa amministrazione, come la precedente, non ti permette di utilizzare gli spazi pubblici. Puoi soltanto prenderteli, e questo e' quello che noi facciamo da diversi anni: ormai si parla di una continuita' di venti anni di occupazioni di spazi dove poter creare ad hoc delle iniziative sia politiche che culturali. Questa e' una cosa con la quale ci scontriamo ogni giorno.

Questa difficoltà  c'e' da sempre, come diceva Rossella. Oltre che organizzare una programmazione culturale che permetta di tenere aperto fisicamente uno spazio come questo, che vive di apertura, l'organizzazione ludico/culturale si e' sempre configurata anche come un tentativo di organizzare eventi, non solo aperti all'esterno, ma anche collocati, in qualche modo, all'esterno. Organizzare insomma eventi di respiro piu' ampio, di respiro piu' cittadino, anche solo per la loro collocazione in piazze, in luoghi pubblici. Rispetto a questo la difficolta' e' molto spesso legata alla concessione. Tanto per fare un esempio già da tre anni c'e' un appuntamento fisso che e' il concerto che noi facciamo per ricordare il nostro compagno scomparso Andrea. Fin dal primo anno abbiamo cercato di organizzare un grande evento, che coinvolgesse tutta la citta', in un luogo simbolico com'e' stato, ad esempio, il giardino del Macchia Nera dove e' stato fatto per la prima volta. Ormai sono tre anni che questo evento ha continuita' e tutti gli anni ci scontriamo con difficoltà legate alla concessione di uno spazio dove poterlo organizzare e tutti gli anni e' stato necessario occupare questo posto.

Al di là  di questo non sono pochi nemmeno i problemi legati alla gestione della programmazione del Newroz. Un primo problema, con cui si scontra praticamente chiunque tenti di organizzare eventi musicali o simili a Pisa, è quello del vicinato. È chiaro che, purtroppo, il rumore notturno crea lamentele, a volte giustificate, altre meno. La difficoltà sta nel trovare un buon equilibrio tra rispetto delle regole di buon vicinato e necessità di organizzare eventi.

Altri problemi sono legati alla gestione di serate con grande affluenza di persone. Ognuno di noi lavora, e non sempre è semplice garantire la presenza necessaria a gestire serate “impegnative”. 


Programmi a lungo termine: ci sono progetti in cantiere ?

-Non si possono dire !

- Su questo preferiamo mantenere il segreto visto che c'e' una certa esclusiva! A parte gli scherzi, i progetti sono tantissimi. Recentemente il Newroz è stato al centro di una vasta opera di rinnovamento, sia pratico che in un certo senso teorico. Da una parte abbiamo tentato di organizzare meglio gli spazi, ottenendo la possibilità di organizzare eventi più ampi. Dall’altra stiamo lavorando ad una programmazione culturale il più possibile aperta e varia. Aperta nel senso che ci piacerebbe molto che il Newroz venisse vissuto da sempre più persone, persone che non debbano necessariamente essere invitate a suonare al Newrzoz, ma che si sentano libere di organizzare loro stesse concerti, esposizioni, cene o qualsiasi altra cosa. Varia nel senso che ci piacerebbe mettere in discussione l’idea per cui i momenti ludico/culturali debbano ridursi a feste con musica ad altissimo volume che iniziano a mezzanotte e finiscono alle cinque del mattino, feste che comunque ci piacciono e che continueremo ad ospitare. Vorremmo iniziare a programmare esposizioni fotografiche, spettacoli teatrali, ma anche cene a tema, proiezioni, stage di danza, sagre di quartiere, concerti pomeridiani. Insomma vorremmo avviare un modello di socialità a 360 gradi. 

 

Sembra che a Pisa la scena Underground VERA sia relegata ai posti piccoli e, sostanzialmente, quasi sempre autogestiti, o comunque a posti che si conformano sotto l'etichetta "locale" o "circolo ARCI". Sembra che per l’amministrazione comunale l'organizzazione di eventi di una certa portata debba essere prerogativa di altri e non della scena Underground che si forma in posti come il Newroz o simili, che poi e' sostanzialmente quella che raccoglie maggior consenso. Che cosa ne pensate?

- Su questo, ovviamente la mia e' un'opinione personale. Secondo me la cosa si spiega abbastanza semplicemente. Le cose piu' interessanti, le cose un po' piu', per usare un termine brutto, "avanti" quasi sempre trovano spazio in posti come il Newroz, il S. Bernardo, posti quindi non ufficiali, perchè probabilmente sono tutti posti slegati da logiche strettamente commerciali, posti che permettono di organizzare eventi in cui non sempre è previsto un ritorno economico ma che si possono fare per "la causa". Questo porta anche alla possibilita' di organizzare eventi che non abbiano un richiamo di massa, per ovvi motivi, ma che ti permetti di fare perche' non hai l'obbiettivo di lucrarci sopra.

 

Quindi praticamente la scena Underground trova habitat in questi posti.

- Posso fare tanti esempi concreti per spiegare ciò che dico: qualche anno fa c'e' stato un momento in cui a Pisa sono circuitati una serie di artisti, non strettamente legati alla musica, dei writers, che l'anno scorso esponevano alla Tate Modern di Londra, e quattro anni fa sono venuti al Newroz, al S. Bernardo e al S. Lorenzo a dipingere gratuitamente. È chiaro che inizative di questo genere hanno un certo costo, e difficilmente hanno un forte ritorno economico. Per questo trovano spazio in luoghi distanti dalle logiche commerciali.


Fino a qui abbiamo parlato di produzione culturale nelle varie forme, non solo come musica ma anche come produzioni letterarie, street-art ed altro. Adesso ci dedichiamo all'atteggiamento dell'amministrazione pubblica nei confronti di quello che dovrebbe essere, al di la' di chi produce cultura ama fare arte, uno svago e cioe' quello che pensate nei riguardi dell'atteggiamento del Comune di Pisa nei confronti di chi cerca di distrarsi dagli impegni di lavoro, di studio o familiari.

- Secondo me anche qui la cosa e' molto legata a questioni politiche di piu' ampio raggio. La cosa e' questa: la politica cittadina bene o male si affida a circuiti consolidati che propongono spettacoli di richiamo commerciale, a rischio zero. Pur senza avere niente contro Carmen Consoli, non e' un caso che a Pisa saranno 7 anni che suona pratiamente ogni anno all'interno di quello che e' l'unico appuntamento riconosciuto e continuativo a Pisa, almeno a livello ufficiale. Non si rischia mai, non si fa mai un passettino piu' in là per cercare di creare una situazione un minimo piu' viva. Secondo me, proprio per andare sul diretto, questo accade perché l'amministrazione pisana non intende riconoscere una dimensione della città determinata dal fatto che a Pisa vivono circa 50.000 studenti. Queste persone, pur vivendo a Pisa, non sono votanti, per cui tutto sommato il fatto che non esista un locale che chiuda dopo le 2 non interessa perchè quello che interessa e' che non si lagni il bottegaio che la mattina dopo c'ha da apri' il su’ negozio. Poco importa se lo studente, o comunque la persona all’interno di una fascia di eta' ben precisa, e' costretta ad andare di qua e di la' spostandosi fuori Pisa: tanto non vota, e dunque di fatto non ha potere contrattuale.

- Non dimentichiamo che proprio oggi i giornali parlavano del Blitz dei vigili urbani riguardo l'attacchinaggio di locandine che da ormai 20 anni sono l'espressione di istanze pisane assolutamente slegate da tutto cio' che e' mercificazione. Tutto cio' la dice lunga rispetto a quelle che sono le politiche di questa amministrazione, che non vuole assolutamente la liberta' di espressione. Ad oggi non puoi piu' attaccare una locandina in giro perche' ti fanno 250 euro di multa, che poi diventano migliaia di euro sommate tutte assieme. Questo fa sicuramente parte di un disegno politico di questa amministrazione. Probabilmente era proprio anche delle precedenti amministrazioni, ma ora si e' un po' piu' acuito. L’idea è non dare spazio a cio' che sono le istanze giovanili, non dare spazio a persone che diffondono la libera espressione e che diffondono anche dei messaggi.

- Secondo me un dato che spiega molto, e' l'ostilita' dell'amministrazione comunale non solo rispetto a situazioni in qualche modo sfuggevoli, come possono essere il Newroz o Rebeldia, posti fuori dai normali circuiti, ma addirittura una sorta di acrimonia contro situazioni come puo' essere quella del Leningrad, soprattutto nella sua forma estiva. Si parla di un ambito commerciale, di persone che  lavorano. Cio' nonostante si da' contro anche a loro nel momento in cui c'e' una minima lamentela, un minimo sgarro rispetto all'orario previsto di chiusura del locale. Stiamo parlando di multe di 5000 euro per un'ora di sgarro rispetto alla fine della musica, cose del genere.  


Comunque l'amministrazione pubblica si nasconde dietro a un'ideologia, perche' alla fine il vicinato che si lamenta non sempre e' un problema cosi' grave da non poterlo risolvere.

- Piu' che altro, diciamo cosi', bisogna sempre decostruire le politica che vengono adottate: il dato del vicinato che si lamenta c'e' sempre e, in un certo senso, credo che sia anche giusto che ci sia. Dopo di che' bisogna vedere quale e' l’ottica adottata: da una parte, in un centro cittadino come quello di Pisa, c'e' chi vive sopra piazza Garibaldi che, probabilmente, ha qualche problema a dormire presto e questo penso sia un dato di fatto; pero' la soluzione quale e'? Far sì che le piazze cittadine d'estate e d'inverno si svuotino alle dieci di sera e siano consegnate al nulla?

-Un altro problema e' che affittano a 1000 euro un appartamento per gli studenti. Questo lo abbiamo sempre detto.

-Esattamente. Bisogna vedere anche come pensi di affrontarla una cosa. Forse sarebbe un po' piu' lungimirante, un po' piu' conciliante e un po' piu' intelligente cercare di diffondere l'idea per cui se una sera si dorme un attimino meno, si va' a letto mezz'ora piu' tardi, non e' un gran problema se questo fa sì che le varie istanze riescano a trovare un punto di accordo, piuttosto che scegliere nettamente quale ottica privilegiare e quale invece non ha il diritto di esistere. Un accordo porterebbe a far sì che Pisa diventi una citta piu' viva ma allo stesso tempo vivibile per tutti.  


Magari se solo si creassero delle bacheche o degli spazi dove poter attacchinare senza sfregiare le colonne del borgo o si trovassero degli spazi in zone in cui non si disturba il vicinato, riconoscendo la necessita' di dare spazio e sfogo ad una cosa che in città è  viva, sarebbe un grosso passo in avanti. Trovare spazi per una realta', anche se frammentata ovunque, che e' viva sarebbe una cosa doverosa. Ad esempio a Pisa ci sono più "Newroz" culturalmente parlando, che non Bazeel.

-Esatto  


Anche parlando di numeri

Mi ha sempre fatto incazzare, ad esempio, pensare ad un posto come il Bastione S. Gallo, che è uno spazio architettonicamente e storicamente importante che se fossimo in una citta' amministrata un pò diversamente, sarebbe valorizzato come se fosse un museo. Per anni quello spazio è stato concesso a chi lo teneva aperto. Anche se ciò avveniva attraverso meccanismi molto discutibili,  quantomeno garantiva che il posto fosse aperto. Ora invece è chiuso. Non parliamo poi dello spazio della Cittadella. Questi e molti altri sono spazi enormi, che garantirebbero un defaticamento del centro rispetto alla famosa questione "schiamazzi notturni", che invece sono tenuti chiusi sprangati da anni. Il bastione S. Gallo credo che sia serrato almeno da 5 anni, ed e' stato aperto solo una volta quando e' stato preso da Rebeldia e una volta quando e' stato preso dal Newroz per organizzarci uno degli eventi di cui parlavo prima, per ricordare il nostro compagno Andrea.


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