|
|
|
'N-joy-STREET (13/8/2009) |
|
'N-joy-STREET (13/8/2009) |
|
SETTEMBRE 2009 (10/7/2009) |
|
SETTEMBRE 2009 (10/7/2009) |
COME E PERCHE’ NASCE “EXWIDE”?
Exwide nasce fondamentalmente da un’amicizia: io ed un mio amico suonavamo in un gruppo. Poi lui è partito per l’estero, ma un giorno è tornato e mi ha chiesto: “Perché non mettiamo su un posto?”. Allora assieme ad altri amici abbiamo cominciato in quest’avventura!
QUAL È IL TUO RUOLO IN QUESTO “GRUPPO DI AMICI”?
Io sono Stefano, dovrei essere lo pseudo-direttore artistico di questo circolo. In realtà facciamo tutti un po’ tutto.
CHE TAGLIO ARTISTICO DATE AL LOCALE?
E’ una domanda un po’ complicata perché il taglio artistico che avrei voluto dare inizialmente non corrisponde a quello che ora è il taglio del locale. Secondo me il taglio artistico un locale lo matura nel tempo, a seconda anche della reazione della gente; l’idea che ti fai all’inizio è poi difficilmente perseguibile. Io direi che la mia idea iniziale era quella di organizzare un posto dove essenzialmente si fa musica particolare, non commerciale e non di un solo genere, dando molto spazio ai live e anche a performance artistiche. Sui live siamo rimasti un po’ indietro a causa della situazione del vicolo, della città, dei palazzi intorno. Abbiamo dovuto un po’ adattarci…
MA QUESTA VISIONE ARTISTICA DERIVA ANCHE DA UNA TUA ESPERIENZA PERSONALE?
HAI DETTO CHE SUONAVI…
Io suono tuttora un genere molto particolare, faccio ska e rocksteady, quindi musica giamaicana, però alla fine sono un’amante della musica in generale. Mi piacciono svariati generi e non ho mai pensato di dare un taglio preciso al locale, pur suonando in un ambito molto particolare.
SE DOVESSI SCEGLIERE UN’ARTISTA O DEI PEZZI SECONDO TE IMMORTALI
DELLO SKA-ROCKSTEADY?
Guarda…come artista il mio preferito a livello vocale è Desmon Dekker. Poi ho una passione, che deriva anche da quello che suono, per gli Skatalites: tutto quello che è Skatalites mi piace. Poi altri mille artisti. Ti ho detto i primi due che mi son venuti in mente, un cantante e una band.
PARLANDO DI SKA-ROCKSTADY, MA ANCHE DI REGGAE IN GENERALE, COME VEDI
LA SCENA PISANA, COME L’HAI VISTA IN PASSATO E COME SI
È EVOLUTA, SECONDO TE?
Mah… è un domandone perché, secondo me, c’è stato un grosso boom del reggae, delle dancehall, anche in maniera un po’ sconclusionata. L’idea che ho io è che a Pisa ci sono diversi elementi, diversi gruppi, diverse persone che sono in gamba ed hanno un’idea precisa di quello che vorrebbero fare. La difficoltà è riuscire ad esprimerlo, riuscire a farsi seguire dalle persone, riuscire a differenziare le cose. Le difficoltà sono sempre le solite. A Pisa forse in maniera particolare, perché i posti sono meno e la gente è poca. Diventa molto difficile mantenere la differenza tra qualcosa di artisticamente valido e qualcosa che vien fatto un po’ per moda.
E’ QUELLO CHE PENSIAMO ANCHE NOI: CHI ASCOLTAVA, COME NOI, IL REGGAE
ANCHE PRIMA CHE ARRIVASSE IL BOOM VEDE QUESTA ESPLOSIONE PIU’ COME
UN “FENOMENO DI MODA” CHE NON UN REALE SCOPPIO DI PASSIONE PER IL
REGGAE. VOLEVI INTEDERE QUESTO?
Sì, diciamo che voglio intendere questo, però la mia non vuole essere un’osservazione snob. Alla fine mi piace il fatto che tra le molte persone che ascoltano reggae ci sia effettivamente qualcuno che ci si è avvicinato davvero. Insomma, sul grosso numero qualcuno che ci tiene veramente alla scena reggae è venuto fuori.
QUALI SONO I PROGRAMMI A LUNGO TERMINE O COMUNQUE PER LA PROSSIMA STAGIONE DELL’EXWIDE?
Il primo programma è intanto di riuscire a sopravvivere, che non è semplicissimo, e questo senza troppi compromessi. Soprattutto per uno che suona, come me, la difficoltà è fare compromessi, cioè capire che, per esempio, per funzionare un locale ha obiettivamente bisogno di alcuni giorni nei quali sta un pochino più appoggiato e fa cose che possono piacere a più persone per ricaricarsi sia a livello economico che energetico. Investire tutti i giorni su qualcosa di particolare è molto complicato, quindi è necessario ricaricarsi per poi fare alcuni giorni un pochino più particolari, destinati anche ad ascoltatori diversi.
ANCHE PERCHE’ UN LOCALE, VUOI O NON VUOI, COMUNQUE E’ QUALCOSA
DI COMMERCIALE, QUINDI DEVE STARE ATTENTO AL PUBBLICO E NON SEMPRE ALLA
PASSIONE DI CHI LO GESTISCE.
Esatto. Anche se, secondo me, il direttore artistico, che è una parolona, o comunque chi si occupa di questa cosa, ha sempre in mente un po’ una missione: quella di educare, molto tra vigolette, le persone che magari non conoscono determinate cose. Non subito facendo roba super-complicata o inarrivabile, ma cercando piano piano di fare capire alla gente determinate cose.
VOI SIETE UNA REALTA’ GIOVANE, PERCHE’ EXWIDE E’ NATO DA POCHISSIMO.
AVETE AVUTO PARTICOLARI PROBLEMI O DIFFICOLTA’ NEL FAR NASCERE QUESTA
REALTA’ E, NEL QUOTIDIANO, NEL PORTARLA AVANTI?
Non è facile scontrarsi con i problemi della città e direi anche in generale con quelli del mondo d’oggi, quelli della nazione, dell’Italia, perché comunque lo spazio dedicato alla musica, ai locali, al divertimento è un po’ soppresso, reso difficile. Parlando di altri problemi, in particolare quelli più grossi che abbiamo avuto sono stati quelli relativi ai problemi di vicinato, di rumore, mentre per problemi di permessi e roba di questo tipo, essendo un circolo comunque siamo molto facilitati…
MA QUINDI SIETE DIVENTATI CIRCOLO ARCI PER QUESTO, PER AVERE PIU’ “FACILITAZIONI” SU DETERMINATE COSE?
Non necessariamente. Diciamo che lo spirito di questo posto è comunque lo spirito di un circolo perché, ipoteticamente, all’Exwide tu fai la tessera Arci e poi puoi entrare tutto l’anno e vederti un gran numero di serate senza consumare assolutamente nulla, sentendo la musica e basta.
QUINDI SPOSATE
PROPRIO L’IDEA DEL CIRCOLO, ARCI IN QUESTO CASO...
Ovviamente. Ci piace dare la possibilità a chi fa parte del circolo
di venire qua e vedersi quasi tutte le serate gratuitamente. Ovviamente
ci sono dei concerti per i quali è necessario mettere un biglietto,
perché sennò non puoi garantire una certa qualità artistica. Però
diciamo che tutto il budget del locale è indirizzato a favorire la
musica e l’arte.
UN DOMANDONE, A CUI GIA’ PIU’ O MENO HAI ACCENNATO TU: TU SEI
UNA PERSONA CON UNA GRANDE PASSIONE, A CUI PIACE UN CERTO TIPO DI MUSICA,
E TI SEI LANCIATO IN QUEST’AVVENTURA, QUELLA CIOE’ DI FARE IL DIRETTORE
ARTISTICO DI EXWIDE. COME VALUTI OGGI L’ESPERIENZA DI GESTIRE UN LOCALE
MUSICALE A PISA A FRONTE DELLE POLITICHE MESSE IN CAMPO DALL’AMMINISTRAZIONE
COMUNALE, IN PARTICOLARE QUELLE NEI CONFRONTI DEL DIVERTIMENTO IN CITTA’,
E COME VEDI, PIU’ IN GENERALE, LA SITUAZIONE DELLO SVAGO A PISA?
Innanzitutto non sono un politico quindi premetto che io faccio proprio un discorso libero da visioni politiche. Io a Pisa vedo un problema che altre città hanno superato: all’interno della città non c’è uno spazio dove si possa fare, tra virgolette, caciara, positiva però, dove ci siano locali, dove ci sia aggregazione, dove ci sia possibilità di fare cose senza disturbare chi vuol dormire. Questo è il principale problema di Pisa. Le nuove situazioni che nascono, come per esempio Exwide, si trovano a dover nascere in posti dove hanno mille problemi. Noi alla fine vogliamo lavorare, e chi è intorno a noi vuole riposare. Ognuno ha i propri diritti, che però purtroppo a volte si scontrano finendo per penalizzare tutti. Se ci fosse la possibilità, attraverso l’impegno, in generale di noi “giovani”, di creare un punto della città dove dar vita ad una serie d’iniziative, sarebbe bello! E poi ci sarebbero molti meno problemi: non bisognerebbe prendere la macchina per andare chissà dove..saremmo tutti qua. Secondo me di gente che ha voglia di fare ce n’è, solo che è sempre tarpata da mille problemi. Ci vorrebbe un aiuto in questo senso.
MA TU QUESTA COSA LA VEDI FATTIBILE A PISA NEL BREVE-MEDIO TERMINE?
Io vedo fattibile tutto se ci sono le persone che s’impegnano per
farlo. Non a caso mi sono messo a fare una cosa del genere. Mi piacerebbe
cambiare la situazione. Penso anche che adesso con lo spirito di positività
c’è il rischio di prendere tante musate. Però uno ci prova: poi
almeno potrò dire:”c’avevo provato!”.
CHI SONO GLI ALTRI SOCI DELL’EXWIDE?
Io alla fine mi occupo della musica, ma siamo un gruppo numeroso: Gianluca Pucci, che è il nostro presidente, poi ci sono Dario, Riccardo e poi una buona parte del nostro gruppo è composto dai ragazzi del Leningrad, che sono nostri amici. Quando ci siamo imbarcati in quest’avventura ho cercato loro perché io non avevo assolutamente esperienza in questo tipo di cose, quindi li ho buttati dentro e devo dire che c’hanno dato una mano immensa. Penso che senza di loro non avremmo fatto niente!