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'N-joy-STREET (13/8/2009) |
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'N-joy-STREET (13/8/2009) |
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SETTEMBRE 2009 (10/7/2009) |
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SETTEMBRE 2009 (10/7/2009) |
Come e perché nasce la vostra realtà?
Nacque perché volevamo mettere insieme le esperienze personali dei singoli e vedere di fare qualcosa insieme. Questa idea partì da due persone. Poi abbiamo trovato il circolo di Monte Magno che era gestito da una persona che ci è piaciuta immediatamente. Accanto ci stavano un sacco di amici e così siamo partiti.
Quanti anni fa?
10 anni fa, nel ’99.
Che tipo di programmazione presentate e che taglio artistico date a questo centro?
Diciamo che facciamo principalmente musica, ma anche giocoleria. I giocolieri vengono una volta alla settimana, e s’è creato un bel giro ultimamente, gli ultimi sei mesi, giocolieri, artisti, mangiafuoco, fachiri; un po’ di tutto insomma! E’ molto bellino, molto divertente. Questo succede il giovedì sera dalle 22:30 in poi. Poi ovviamente ci sono le cene, che ci servono per autofinanziarci.
Ma i giocolieri sono intesi come palestra di giocolieri o come spettacolo?
No, no, come spettacoli, spettacoli bellini! Ci siamo divertiti tantissimo! Facciamo anche molta musica: diciamo che un tempo era praticamente sempre Jazz. Abbiamo preso contatti con tanti Jazzisti che poi sono diventati amici perché i musicisti tutti, jazz o non jazz, poi diventano amici. Ora da qualche anno c’è meno jazz e più spazio per i gruppi locali e tante altre esperienze e improvvisazioni. Insomma tante cose interessanti. Facciamo anche un po’ di teatro quando capita: ogni tanto abbiamo fatto tre o quattro spettacoli belli, con poesia, letture. Insieme ad altre associazioni collaboriamo poi alla biblioteca popolare e facciamo letture, cene a tema, insomma, un sacco di cose!
Avete in programma qualcosa?
In generale concerti. Poi tante cose nascono piano piano: magari un giorno passa un artista e si fa una mostra o passa un musicista e viene a suonare. E’ sempre un divenire abbastanza frequente.
Avete avuto particolari difficoltà o problemi in passato rispetto alla gestione del vostro centro?
C’hanno buttato fuori! Vi racconto la storia: il circolo era a Monte Magno, si chiamava circolo di Monte Magno ed era un circolo storico, uno dei circoli storici del paese perché ce n’erano solo due. Lo spazio in cui sorgeva il Circolo di Montemagno un tempo era un asilo. Poi per una ventina d’anni o forse anche più c’è stato il circolo, finchè l’Amministrazione, ahimè di sinistra, ha deciso di comprare l’asilo dal prete e sfrattare un circolo arci, per cui dopo una lunga diatriba non solo con l’amministrazione ma con tutto il mondo, perché abbiamo smosso tanta acqua e abbiamo resistito per 4/5 mesi, una mattina sono arrivati 40 poliziotti armati fino ai denti e ci hanno costretto a consegnare le chiavi. Abbiamo preferito darle al capitano della DIGOS che al Sindaco le chiavi.
E questo posto invece come lo avete trovato? Da là siete venuti qui direttamente?
No non direttamente. Abbiamo chiesto aiuto ad alcune persone di qui, perché la maggior parte di coloro che sono piovuti qui non sono Calcesani, quindi poco inseriti nel territorio. C’era il circolo qui alla Corte che stava passando un momento non proprio positivo, così ci siamo presentati a loro e abbiamo detto: “noi siamo senza casa, si fa a metà?” e loro ci hanno detto “va bene” e così sono già 5 anni che siamo qui.
Come immaginate il futuro di questa esperienza?
No, questa è una domanda a cui non posso rispondere, no non me lo immagino mai!
Comunque ora non ci sono più i problemi di prima, vero?
No, diciamo di no, per ora. Ci sono comunque delle presenze all’interno del paese che sono molto ostili e riguardano soprattutto la proprietà di questo immobile che non è dell’arci ma è di una società operaia che attualmente ha una forma giuridica desueta, per cui c’è stato un tentativo di riappropriarsi dell’immobile. Noi non ci siamo fati intimorire: ormai avevamo una certa esperienza, per cui per ora tutto è rientrato. I problemi con l’esterno dipendono anche dall’educazione delle persone, perchè insomma, chiaramente se c’è casino si crea casino…
Avete mai riflettuto sul fatto che sareste diventati parte di un circolo arci?
Certo, ma con propositività, perché l’Arci è un’associazione che comunque è grande, ha un buon tessuto di comunicazione e se uno si impegna riesce a comunicare anche con altri circoli Arci attraverso l’Arci per cui c’è la possibilità di allargarsi: più siamo meglio è.
Come valuti oggi l’esperienza di gestione di un’attività socio-culturale o anche solo di intrattenimento musicale qui a Calci (Pisa)?
Ci vuole tanto impegno, occorre avere pochi pregiudizi, accettare tutto, e ci vuole anche ogni tanto un po’ di ricambio all’interno del circolo stesso perché il ricambio dà nuovi impulsi, nuove idee. Per fare un esempio, io sono consigliere, ma prima non ero consigliere. Quando siamo partiti a Monte Magno io la notte non dormivo nemmeno tanto era l’entusiasmo. Poi ti fai un mazzo tanto e dopo un po’ dici “oh, ma io potrei occuparmi un po’ di me ogni tanto” e allora ti stanchi ed hai meno energia. Quando hai energia funzioni come una calamita: attiri idee, persone, mentre se ti stanchi è bene lasciare, magari scegliendo a chi lasciare. Un nostro aspetto molto importante è il rapporto col Gruppo di Acquisto Solidale di Calci. Ormai abbiamo stretto una forte collaborazione: due loro appartenenti sono nel consiglio del circolo, ci troviamo ormai da un anno e mezzo qui, loro sono cresciuti tanto e s’è creata una bella simbiosi.
Come ti sembra la scena giovanile pisana per quanto riguarda musica e cultura?
In questo periodo la vedo parecchio creativa: c’è un sacco di gente che suona e mi sembra buona la cosa. Molti hanno anche una rilevanza piuttosto importante per cui forse mai come adesso c’è stata tanta musica a Pisa. Ora è più frequente trovare chi suona, mentre prima, parlo di 30 anni fa, c’erano poche persone che suonavano, mentre oggi ci sono tantissime realtà che suonano.
A noi sembra che a Pisa la scena underground trovi posto solo in realtà piccole o indipendenti, ti chiediamo se sei d’accordo e perché.
Sì, sono d’accordo perché c’è più similitudine fra chi offre il posto e chi suona: è una questione di fratellanza.
Cosa pensate delle politiche dell’amministrazione nei confronti dello svago e degli eventi serali a Pisa e dintorni?
Frequento poco Pisa, però mi sembra un posto spento, senza attività. I pochi posti appartengono un po’ al solito giro: il S. Bernardo, il Ciglieri, però mancano delle cose che prima c’erano, come il giardino Scotto a disposizione di chi lo chiedeva, che era un punto importante. Veniva offerto per fare un sacco di feste diverse, anche per la festa dell’Unità, che era bellissima. Poi c’era il bastione S. Gallo. Non si può più far nulla nel mondo, è difficile stare bene, la gente stà nelle case e guarda Milan-Lazio ed è finita lì capito!?
Come è cambiata e come secondo te si stà evolvendo la scena Pisana, e come vedi e il futuro della vostra esperienza, che ormai dura da circa dieci anni?
Ho visto crescere parecchi gruppi e comunque qualche punto di aggregazione c’è, anche importante: ci sono diversi circoli, diversi luoghi. Dove possano andare non ne ho idea, ma penso poco lontano. Mi sembra che si stia vivendo un momento in cui appena metti il piede fuori te lo mozzano. Prima c’era un po’ più di lasco. Vedremo i nostri figlioli e i nostri nipoti cosa riusciranno a fare…
C’è qualche punto che non abbiamo affrontato? Vuoi aggiungere qualche cosa a proposito della vostra realtà?
A proposito della musica voglio dire una cosa che mi colpisce: spesso i musicisti ci ringraziano perché li facciamo suonare, anche se per il loro lavoro prendono una miseria. E’ una cosa assurda! Il fatto che ci ringrazino sempre mi fa capire che ci sono pochi spazi dove suonare.